martedì 7 giugno 2016

Linguine integrali con salmone, pinoli tostati e zucchine marinate all'aneto

LA CITAZIONE: Se non siete capaci di qualche stregoneria, è inutile che vi occupiate di cucina. (Sidonie Gabrielle Colette)






Sono stato un po' latitante negli ultimi tempi, lo ammetto. Tutta colpa del divano, che alla fine della giornata di lavoro diventa una tentazione più irresistibile dei fornelli, mentre nel week-end è il richiamo del mare che mi sta distogliendo dalla cucina. Proprio per queste premesse, ultimamente sto prediligendo primi piatti che richiedano non più di venti minuti di preparazione, ma dal risultato comunque efficace. Il trio salmone-zucchine-pinoli non delude, e qui la novità  sta nella zucchina cruda marinata (se fossi un blogger fico direi "carpaccio di zucchine"), che dà quel tocco fresco un po' estivo. Sul fronte delle erbette, stavolta al posto della mia inseparabile menta, che comunque ci potrebbe stare, mi sono buttato sul sottovalutato e poco famoso aneto, che ha uno stupendo profumo e con salmone e zucchine si sposa decisamente bene.
Enjoy!


Ingredienti per 2 persone:
Linguine integrali 200 g;
Salmone affumicato 80 g;
1 zucchina;
Pinoli 30 g;
Olio evo q.b.;
Aneto q.b.;
Limone q.b.;
Sale q.b;
Pepe q.b.

1. Tagliate le zucchine di piatto a fettine il più possibile sottili; mettetele in una ciotola a marinare per almeno un'ora con olio extravergine a copertura, pepe a piacere, un pizzico di sale, una leggera spruzzata di limone e una manciata di aneto;
2. Mettete le linguine a cuocere in acqua bollente salata;
3. Tostate i pinoli in una padella antiaderente, cuocendoli in una padella antiaderente senza aggiungere grassi finché non assumono un colore bruno e un profumo tostato (non bruciato!), saltandoli di tanto in tanto;
4. Scolate la pasta al dente tenendo da parte 2-3 cucchiai di acqua di cottura, saltatela in padella qualche secondo con un filo d'olio, l'acqua di cottura  e i pinoli. Spegnete il fuoco e aggiungete il salmone affumicato e le zucchine marinate (scolando prima l'olio in eccesso). Saltate ancora un po' a fuoco spento per far amalgamare i bene i sapori e se serve regolate di sale e pepe. Io ho guarnito con un'altra manciata di aneto.




LA DRITTA: quando la pasta, soprattutto quella lunga, non ha un sugo o una crema, l'ideale è saltare con olio a filo ed acqua di cottura, per creare quella viscosità che aiuta a non rendere la pasta troppo asciutta ma senza farla navigare nell'olio;
L'ERRORE DA NON FARE: quando usate il salmone affumicato nei primi, aggiungetelo sempre a fuoco spento, è già sapido di suo e lo diventerebbe troppo in cottura, oltre a perdere morbidezza.





domenica 1 maggio 2016

Paccheri ripieni di ricotta, basilico e menta


LA CITAZIONE: In cucina funziona come nelle più belle opere d’arte: non si sa niente di un piatto fintanto che si ignora l’intenzione che l’ha fatto nascere.
(Daniel Pennac)




Il primo maggio quest'anno è già una giornata abbastanza deprimente per ovvi motivi, in più ci ha pensato il clima novembrino a dare il colpo di grazia.
 Costretto dal diluvio a restare a casa, ho pensato che se avessi aggiunto anche un pranzo a base di surgelati, il quadro sarebbe stato troppo avvilente. Come fare un pranzetto della domenica degno di questo nome senza alzarsi all'alba e iniziare a preparare ore prima come facevano le nostre mamme e nonne?  Con questi paccheri ripieni credo di esserci riuscito! In effetti ci sono alcuni piatti che hanno la caratteristica di fare scena e dare soddisfazione anche con poco dispendio di tempo ed energie (ma anche soldi!) e questo è proprio il caso.
 In non più di mezz'ora, non senza  qualche schizzo di ricotta in giro per la cucina e sulla mia maglietta, i paccheri sono pronti e la cucina si riempie del profumo buonissimo di basilico e menta (sì la menta mi piace parecchio e dove posso la infilo)!


Ingredienti per 4 persone

Paccheri 320 g;
Ricotta 600 g;
Basilico, 7/8 foglie grandi;
Menta, 4/5 foglie;
Parmigiano 60 g;
Pecorino 30 g;
Pepe q.b.;
Noce moscata q.b.;
Pomodorini ciliegini 200 g;
Sale q.b.;
Maggiorana q.b.;
Peperoncino q.b.;
Olio extravergine d'oliva q.b.

1. Frullate (con frullatore classico o a immersione) la ricotta con il basilico e la menta. Aggiungete 3/4 del parmigiano, il pecorino, il pepe e la noce moscata e frullate ancora finché tutti gli ingredienti siano ben amalgamati;
2. Cuocete i paccheri in acqua bollente salata e scolateli 4-5 minuti prima rispetto a quanto indicato sulla confezione (quindi dopo 11-12 minuti circa);
3. Riempite delicatamente ogni pacchero con un cucchiaio di composto. Per un lavoro più pulito, potete usare una sac a poche;
4. Spolverate in abbondanza i paccheri con il parmigiano rimasto, un filo d'olio e infornate a 180 gradi per 15 minuti, più un paio di minuti di grill alla fine per ottenere la crosticina;
5. Servite su un sughetto di pomodorino fresco (ho semplicemente saltato il pomodoro in padella con poco olio, maggiorana,un pizzico di sale e peperoncino). Guarnite a piacere con il basilico o la menta.






L'OCCASIONE: un bel pranzo tra amici, magari all'aperto, quando il tempo per cucinare è poco  e volete mettere d'accordo vegetariani e salutisti con i più affamati :);

LA VARIANTE: per me sono perfetti così, ma se volete arricchire il ripieno potete aggiungere  dei pomodori secchi sminuzzati;

LA DRITTA: per la riuscita del piatto l'importante è che i paccheri siano belli al dente, quindi scegliete un pacchero di buona qualità che tenga bene la cottura e ricordatevi di interrompere la cottura qualche minuto prima, in modo che sia facile farcirli e che stiano bene "in piedi".

domenica 20 marzo 2016

Risotto gamberetti, arancia e topinambur

 LA CITAZIONE: Impara a cucinare, prova nuove ricette, impara dai tuoi errori, non avere paura, ma soprattutto divertiti.
(Julia Child)


Ho sempre pensato che il risotto fosse una preparazione estremamente complessa, per veri esperti dei fornelli. Mi è bastata una lezione base di cucina per scoprire che non è così, serve solo una dote: la pazienza. Preparare un buon risotto dalla consistenza cremosa e i sapori ben amalgamati richiede almeno un'ora e soprattutto costante presenza ai fornelli: appena ti giri a fare qualcos'altro rischia di rovinarsi. La soddisfazione alla fine però, nonostante i muscoli indolenziti a furia di mescolare senza sosta, è grandissima!
Per il mio primo risotto mi ispirava molto l'accoppiata del pesce con gli agrumi e non sbagliavo. Poi io metterei l'arancia e il limone praticamente ovunque!
Il topinambur, che fino a pochi anni fa per me era solo una parola astrusa sentita ogni tanto nelle rubriche di cucina, era un po' che volevo usarlo, e ormai si trova abbastanza comunemente sia nelle frutterie che al supermercato. Se non lo conoscete, non è altro che un tubero il cui sapore ricorda quello del carciofo, ma più delicato, quindi molto versatile.


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Ingredienti per 4 persone:
Riso carnaroli 400 g;
Gamberetti surgelati 80 g;
1 arancia;
1 topinambur piccolo;
Brodo vegetale 1 litro;
Vino bianco 20 cl;
1 scalogno;
Prezzemolo qb;
Sale e pepe qb;
Timo q.b.;
Olio evo qb;
Burro 30 g;

1. Rosolate lo scalogno tritato finemente in una padella molto capiente a fuoco medio-basso  con un fondo d'olio;
2. Appena lo scalogno inizia a diventare trasparente, aggiungete il riso senza liquidi e fatelo tostare;
3. Dopo pochi minuti, il tempo che il riso inizi ad essere tostato, sfumate con il vino bianco a fiamma alta;
4. Aggiungete i primi 2-3 mestoli di brodo bollente, di nuovo a fiamma media, fate assorbire leggermente per un paio di minuti al  massimo, dopodichè iniziate a mescolare delicatamente;
5. Aggiungete il succo di mezza arancia, incorporando anche un po' di polpa del frutto e mescolando bene;
6. Aggiungete i gamberetti, dopo averli cotti appena in una padella a parte con un filo d'olio, un pizzico di sale, pepe e timo;
7. Incorporate il topinambur tagliato a lamelle sottili;
8. Continuate ad aggiungere il brodo poco alla volta senza smettere mai di mescolare. Cercate di dosarlo bene in modo che  l'assorbimento totale del brodo corrisponda con il raggiungimento della cottura desiderata;
9. Poco prima di terminare la cottura, sempre mescolando con cura, aggiungete il succo dell'altra metà dell'arancia con relativa polpa e il prezzemolo tritato, pepate a piacere. Se vi sembra necessario aggiustate di sale, ma data la sapidità del brodo probabilmente non ci sarà bisogno;
10. Una volta raggiunto il livello di cottura desiderata, levate dal fuoco e mantecate cospargendo il risotto di fiocchi di burro e agitando la padella vigorosamente. Quest'ultimo tocco è fondamentale perchè dà una consistenza morbidissima!



L'OCCASIONE: Avete invitato a cena colleghi o amici che non vi danno molto credito in cucina? Un piatto come questo, laborioso ma non troppo complicato, è l'occasione perfetta per farli ricredere! Il profumo dell'arancia,  la cremosità e il perfetto mix di sapori sorprenderanno tutti.
LA VARIANTE: Come per ogni risotto, le combinazioni di ingredienti possono essere infinite. In questo caso, se vi piace un sapore più amaro potete sostituire parte del succo di arancia con il pompelmo rosa, mentre per un sapore più deciso e piccante potete grattugiare lo zenzero al posto del topinambur. Infine, per avere una componente croccante e un gusto tostato, potete aggiungere delle mandorle tritate tostate in padella.

Filetto di maiale al vincotto con salsa ai lamponi e zenzero

LA CITAZIONE: Si cucina sempre pensando a qualcuno, altrimenti stai solo preparando da mangiare.
(Anonimo)




Vado matto per l'abbinamento tra carne di maiale e vino rosso da un'indimenticabile cena in una taverna greca di qualche estate fa. Se avete una cenetta speciale in programma, è sicuramente una combinazione d'effetto. Io mi sono semplificato la vita perchè invece di preparare la riduzione di vino rosso ho usato direttamente il vincotto, un prodotto artigianale davvero buono che ho comprato in un negozio tipico salentino. Poichè è a base di vino rosso già cotto, come dice il nome, si può usare direttamente a crudo come condimento, oppure come ho fatto io, in finale di cottura in modo che la carne ne assorba maggiormente il sapore. Completiamo con una salsa di accompagnamento dal gusto  aspro e pungente per creare contrasto e il gioco è fatto!

Ingredienti per 2 persone:
Filetti di maiale 400 g;
2 foglie di alloro;
1 rametto di rosmarino;
Vincotto 10/15 cl;
Olio extravergine qb;
Sale e pepe qb;
1/2 scalogno;
Lamponi 80 g;
Zenzero qb;
Zucchero qb;
Aceto balsamico 1/2 cucchiaino


1. Scaldate un fondo di olio in una padella a fuoco medio con due foglie di alloro e un rametto di rosmarino;
2. Aggiungete i filetti di maiale e fate rosolare, sempre a fuoco medio;
3. Quando l'esterno del filetto è cotto irrorate abbondantemente con il vincotto, alzando la fiamma per sfumare;
4. Aggiustate di sale e pepe e continuate la cottura per circa 5 minuti, riportando la fiamma a fuoco medio. Levate dal fuoco quando il sughetto sarà quasi totalmente assorbito. Il filetto dovrà essere morbido e leggermente rosato all'interno.

Per la salsa:
1. Rosolare lo scalogno tritato finemente a fiamma bassa con un filo d'olio;
2. Aggiungere i lamponi e cuocere mescolando dolcemente ;
3. Appena inizia a formarsi una composta,  aggiungere una grattata abbondante di zenzero, mezzo cucchiaino di aceto balsamico e continuare a mescolare;
4. Aggiungere un pizzico di pepe e uno di zucchero, dare l'ultima mescolata e filtrare la salsa con un colino. Se la preferite non completamente liquida ma più grumosa, non filtratela completamente.


L'OCCASIONE: C'è da chiederlo? Una cenetta romantica!

L'ERRORE DA NON FARE: La cosa importante è che il filetto rimanga morbido all'interno, visto che la carne di maiale tende facilmente a diventare stopposa. Quindi bisogna evitare tutto ciò che può farlo seccare: iniziare la cottura su una padella non abbastanza calda, salare a inizio cottura, cuocere troppo a lungo.

lunedì 15 febbraio 2016

Calamarata con broccolo romanesco e pancetta su passato di broccoli e mandorle

LA RIVINCITA DEL BROCCOLO 

LA CITAZIONE:  Cucinare è come amare, o ci si abbandona completamente o si rinuncia.
(Harriet Van Horne)

Dopo aver vissuto per oltre un anno in Campania, la mia amica Sara mi rimprovera di aver preso l'abitudine di definire il cibo bello/brutto invece che buono/cattivo (esempio, "bella questa pizza/ che brutto questo caffè").  Stavolta mi perdonerà, perché penso che non ci sia verdura più bella del broccolo romanesco, o cavolo verde. Sarò matto ma quando lo trovo nel banco della frutta spesso mi incanto a guardarlo!
Per fortuna è anche molto buono e seppur spesso bistrattato per me in questa stagione non può mancare, soprattutto in un bel primo un po' "ignorante". Per me che sono romano poi, pecorino e pancetta sono, come si dice dalle mie parti, la morte sua. Come formato di pasta mi piace particolarmente la calamarata, fondamentalmente un mezzo pacchero, che incamera il condimento alla perfezione.
Bene, vi ho praticamente già svelato la ricetta!

Ingredienti per 2 persone:
Calamarata 200 g;
1 broccolo romanesco/ cavolo verde;
Pancetta 100 g;
Mandorle pelate 80 g;
2/3 acciughe;
1 scalogno;
Brodo vegetale 250 cl;
Sale q.b.;
Pepe q.b;
Olio extravergine di oliva q.b.;

1. Tritate finemente lo scalogno e fatelo andare qualche minuto in padella con un filo d'olio a fuoco medio-basso;
2. Separate le cime del broccolo ed aggiungetele allo scalogno; quando le cime iniziano ad ammorbidirsi coprite con il brodo vegetale e continuate a cuocerle per 15-20 minuti;
3. Saltate i cubetti di pancetta per 3 minuti in una padella calda senza olio;
4. Cuocete la calamarata in acqua salata bollente; scolate al dente e unite alla pancetta e a un terzo delle cime di broccolo precedentemente scolate, facendo andare ancora un paio di minuti a fuoco medio;
5.  Passate i restanti due terzi dei broccoli con un frullatore a immersione insieme alle acciughe e alle mandorle, aggiungete un filo di olio e aggiustate di sale e pepe. Se volete ottenere una vellutata, basta setacciare il composto frullato con un colino;
6.Togliete la pasta dal fuoco e cospargetela di abbondante pecorino e pepe;
7. Impiattate disponendo la calamarata ed il suo condimento sopra la passata di broccoli e mandorle. Aggiungete un filo d'olio finale.


IL PUNTO DI FORZA: il colore verde brillante del broccolo e le due consistenze, croccante e cremosa. 
LA VARIANTE: se per i primi tipici della cucina romana ci sono regole ferree sulla questione pancetta/guanciale, in questo caso invece potete tranquillamente usare quello che più vi piace senza il rischio di essere fucilati da nessuno. 

venerdì 5 febbraio 2016

Tortilla di farro con avocado, pollo e cheddar

UN PO' DI TEX-MEX!

LA CITAZIONE: Cucinare suppone una testa leggera, uno spirito generoso e un cuore largo.
                               (Paul Gauguin)

A chi non piace l'avocado? Avrete notato che da qualche tempo fa capolino praticamente in qualsiasi ricetta, un po' come lo zenzero. Io lo adoravo anche in tempi non sospetti, la prima volta che ho assaggiato la salsa guacamole è stato amore!

Irresistibile anche da solo, l'avocado trova nel tex-mex il suo mondo, e in pollo e pomodoro i suoi compagni ideali. In questa semplice ricetta dal sapore pieno e rinfrescante, a dare un tocco di gusto e colore in più arriva il cheddar!

Ho una vera passione per i wrap, ovvero gli arrotolati, che ti permettono di dare sfogo alla fantasia con mille farciture diverse.
Una cosa utile da sapere è la differenza tra la tortilla, che usiamo in questo caso, e la piadina nostrana. La prima è fatta generalmente con farina di mais (io ho trovato una variante insolita al farro e non ho resistito), mentre per l'impasto della seconda si usano farina 00, olio di oliva e strutto, quindi è un po' più pesantina. Cominciamo!

Ingredienti per un wrap:
1 tortilla (farro o mais);
Petto di pollo 150 g;
1/2 avocado maturo;
Cheddar 80 g;
1 pomodoro cuore di bue;
1/2 lime;
Paprika q.b.;
Sale q.b.;

1. Mettete il petto di pollo tagliato a tocchetti a marinare con il succo di lime e la paprika per circa mezz'ora;
2. Sbucciate l'avocado e tagliatelo a pezzetti;
3. Tagliate il pomodoro a tocchetti molto piccoli e condite con un pizzico di sale. Il pomodoro  dovrebbe essere poco maturo, quindi dalla consistenza tosta e colore rosso chiaro;
4. Grigliate il pollo a fuoco medio-alto su piastra rovente, 5-6 minuti girando tutti i bocconcini a metà cottura e salando leggermente verso la fine;
5. Contemporaneamente al punto 4, scaldate la tortilla su una padella già calda, 1-2 minuti per lato. Appena girata la tortilla, disponete su di essa il cheddar, tagliato a strisce molto sottili, distribuendolo uniformemente. Togliete dal fuoco appena il formaggio inizia a sciogliersi;
6. Completate la farcitura della tortilla: disponete il pomodoro, l'avocado schiacciandolo leggermente con la forchetta, e il pollo;
7. Arrotolate la tortilla, eliminando un po' di farcitura in eccesso se doveste faticare a chiuderla. Rispetto alla piadina, la tortilla è più friabile, quindi basta cuocerla in padella un minuto di troppo  e quando la arrotolate vi si sfalderà come è successo a me, come si vede dalle foto! A me non è dispiaciuto alla fine, perché la croccantezza dell'esterno ha fatto un bel contrasto con il morbido del ripieno. Se avete ospiti però, meglio farci attenzione!
8. Scaldate la tortilla per 3-4 minuti in forno preriscaldato a 150 gradi. Tagliate a metà e servite, magari con un cocktail di accompagnamento (margarita, se volete rimanere in tema tex-mex). Io ho provato la ginger beer, bevanda analcolica allo zenzero diffusa in Giamaica (ho scoperto un piccolo supermercato etnico sotto casa e mi sto scatenando!).

Un solo morso mi fa già sentire bene, è quello che per me si avvicina al concetto tanto in voga di comfort food!


L'OCCASIONE: brunch tra amici all'aperto. Se li mangiate in condivisione, potete renderli più pratici e "spizzicabili" tagliandoli a rotolini.
LA VARIANTE: se volete un effetto finale più rinfrescante, potete sostituire il cheddar con una salsa di yogurt ed erbe aromatiche.
LA DRITTA: il punto forte del ripieno èl'incontro tra consistenze: il morbido dell'avocado, il coriaceo del pomodoro e la croccantezza del pollo grigliato. Cercate quindi di scegliere bene gli ingredienti vegetali in base al grado di maturazione: piuttosto maturo l'avocado, più acerbo il pomodoro.
L'ERRORE DA NON FARE: io ho messo a cuocere il pollo come primo step, quindi troppo presto perché così rischia di seccarsi. Non prendete esempio!











domenica 31 gennaio 2016

Baccalà panato ai corn flakes

INCONTRI INASPETTATI


LA CITAZIONE: La scoperta di un piatto nuovo è più preziosa per il genere umano che la scoperta di una nuova stella.
(Anthelme Brillat-Savarin)


Chi l'ha detto che un (quasi) trentenne che vive da solo, in cucina debba andare avanti a scatolette e surgelati?
Questa è la primissima ricetta del mio blog, quindi.. benvenuti!! Qui non troverete impiattamenti impeccabili, ricette precise al grammo o foto tecnicamente perfette, bensì un mix di spunti creativi, esperimenti, passione per la cucina,  arte di arrangiarsi e un grandissimo talento nel creare il caos tra i fornelli (e anche intorno)!
Un'idea in cucina può venire da un viaggio, un ricordo, una suggestione o semplicemente da quello che ci suggerisce la fantasia del momento.. e il frigorifero!  L'importante è non mettere freno al divertimento e alla voglia di osare. Beh, cominciamo!
Il baccalà è in assoluto uno dei miei pesci preferiti. È saporito, ha una consistenza fantastica e soprattutto si adatta bene ad un sacco di combinazioni e cotture, che sia per antipasti, primi o secondi. Mi piace letteralmente in tutti i modi!
Stavolta ho scelto di farne un finger food un po' alternativo, ma anche molto semplice da realizzare. Adoro gli incontri inaspettati a tavola, quindi ho deciso di aprire il blog facendo incontrare ad un aperitivo i cereali da colazione con il pesce. Poi mi incuriosiva molto l'idea di usare i corn flakes per panare: più leggeri della classica pastella ed anche in forno rimangono molto croccanti!


Ingredienti per 6 tranci:
Filetto di baccalà 300 g
Corn flakes non zuccherati 80 g
1 uovo
Farina di mais 50 g
Olio d'oliva q.b.
Paprika dolce 2 cucchiaini
1 lime (o 1 limone)
1. Vi consiglio di procurarvi un filetto di baccalà già dissalato e ammollato, poiché i due procedimenti sono molto lunghi; spellate il filetto e tagliatelo in sei tranci;
2. Spruzzate qualche goccia di lime su ogni trancio, che passerete uno ad uno prima nella farina di mais e poi nell'uovo sbattuto;
3. Frantumate i corn flakes con il palmo della mano, in modo da non lasciarli interi ma neanche eccessivamente sminuzzati, così la panatura sarà più gustosa; unite ai corn flakes la paprika dolce e un filo d'olio, mescolando bene con le mani;
4. Passate i tranci nella panatura avendo cura che ogni trancio sia abbondantemente ricoperto;
5. Posizionate i tranci su una teglia rivestita di carta da forno, versate un filo d'olio sui tranci e infornate per 25 minuti in forno preriscaldato a 180 gradi;
6. Servite caldi con un'altra spruzzata di lime o un dip a vostra scelta: secondo me l'ideale è bilanciare il gusto del pesce con dei sapori aspri/acidi, quindi ho preparato una salsina a base di yogurt bianco, lime, tabasco e un filo d'olio, in proporzioni variabili in base ai gusti (a me piace il piccante, quindi ho abbondato col tabasco).
Enjoy!

L'OCCASIONE: perfetti se avete invitato gli amici a casa per un aperitivo o una serata insieme, si mangiano con le mani e i corn flakes danno un tocco originale che stupirà tutti. Essendo una panatura al forno, anche i vostri amici salutisti o sempre a dieta apprezzeranno senza sentirsi in colpa!
LA VARIANTE: se non siete amanti del baccalà o del pesce in generale, potete sostituirlo con bocconcini di petto di pollo, meno originale ma comunque un'alternativa simpatica al classico pollo fritto.
L'ERRORE DA NON FARE: non ci sono molte insidie in questa ricetta, evitate solo di posizionare il baccala in un ripiano troppo alto del forno, perché i corn flakes si scuriscono facilmente con la cottura in forno e il colore deve rimanere dorato. Per lo stesso motivo vi sconsiglio di usare il grill.